Gli esercizi per rafforzare la muscolatura del pavimento pelvico sono un vero toccasana per la prevenzione dell’incontinenza.
È d’accordo con noi anche la dott.ssa Valentina Conserva (laureata in Medicina con una specializzazione in Ginecologia-Ostetricia e in fase di conseguimento del Dottorato di Ricerca in Medicina Materno-Fetale presso l’Università degli Studi di Milano) che oggi regala a tutte le amiche TENA il suo parere di medico.
La nostra Esperta-Amica è in attesa del suo primo bambino, un maschietto che si chiamerà Giacomo.
Oltre alla sua attività in Ospedale, come Dirigente Medico presso il Presidio ospedaliero di Garbagnate in provincia di Milano, la Dott.ssa Conserva fa parte del team di Sinapsi, un centro polispecialistico “tutto al femminile” nato in questi ultimi mesi a Bollate in provincia di Milano.
Nel Progetto Sinapsi opera un team in grado di seguire ogni donna nell’espressione completa della sua femminilità a partire dall’adolescenza. Il Centro si occupa delle giovanissime, con le prime visite di educazione alla sessualità, delle donne, prima e dopo la maternità occupandosi anche della salute del bambino, delle signore più mature, attraverso la prevenzione. E tutto questo non solo dal punto di vista strettamente medico ma anche psicologico, perché “la ricerca del benessere è strettamente connessa alla serenità che riusciamo a conquistare nella vita”, afferma la Dott.ssa Conserva.
Domanda
Incontinenza: le sue pazienti le hanno mai chiesto informazioni in merito?
Risposta
Certamente! É un problema frequente, soprattutto dopo la menopausa e la gravidanza. Non è facile parlarne. Accade solo dopo una chiacchierata più approfondita, quando si sentono comprese, quando percepiscono la solidarietà femminile e la mia volontà di medico di aiutarle concretamente.
Domanda
Il rapporto con uno specialista è importante…
Risposta
È molto importante. Come donna e come medico comprendo le eventuali difficoltà ma sento anche “dall’altra parte” grande voglia di sostegno e condivisione.
Domanda
Quali sono le sue indicazioni, quindi, in caso di perdite urinarie?
Risposta
Prima di tutto cerco di entrare in confidenza con le mie pazienti in modo tale che il dialogo risulti più semplice e che sia più facile per entrambe individuare le possibili cause. Parlarne è davvero importante, in modo libero e sereno! Quando necessario, concordo di effettuare un’indagine per escludere tutte le possibili patologie che hanno l’incontinenza come sintomo, quali il prolasso o le infezioni alle vie urinarie. In ultima analisi propongo le prove urodinamiche, che ci consentono di valutare la tipologia di incontinenza.
Domanda
Quante forme di incontinenza esistono?
Risposta
Allo stato attuale la medicina ne riconosce almeno due: semplificando per chi non è addetto ai lavori
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la prima è “l’incontinenza da sforzo”, dovuto al cedimento delle strutture: lo sfintere dell’uretra scende sotto il livello del pavimento pelvico e sfugge al suo controllo. Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli che chiude la cavità addominale. Ogni volta che tossiamo, solleviamo pesi o compiamo degli sforzi, la cavità addominale è sottoposta a pressioni controllate proprio dall’insieme di questi muscoli. Se durante situazioni di sforzo i muscoli dello sfintere dell’uretra scendono, come abbiamo detto prima, sotto il pavimento pelvico perdiamo la capacità di controllo.
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La seconda è definita “incontinenza d’urgenza”. Si tratta dell’instabilità del muscolo detrusore che regola la contrazione e lo svuotamento della vescica. Per “instabilità” si intende la perdita di controllo da parte del sistema nervoso della contrazione spontanea dei muscoli.
Domanda
Cosa fare quindi?
Risposta
Nel primo caso ottima è una terapia che consigliate pure voi: la ginnastica del pavimento pelvico. Ho visto che avete realizzato un interessante DVD sulla Pelvicore Technique con il quale una professionista in scienze motorie e fisioterapia come Kari Bo insegna una serie di esercizi per rafforzare la muscolatura del pavimento pelvico. In effetti bastano pochi minuti al giorno per porre rimedio in modo naturale a questo disturbo e stare subito meglio. Ho visto che dopo poche settimane è possibile ottenere un addome più tonico, ottenere un maggior controllo motorio, ridurre e prevenire i dolori dorsali e articolari, prevenire l’incontinenza leggera e persino guarire l’incontinenza da sforzo. Una soluzione davvero ideale!
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In altri casi di incontinenza prescrivo l’utilizzo degli estrogeni locali oppure, quando è necessario, la terapia chirurgica che si attua per rialzare il livello dell’uretra rispetto al piano del pavimento pelvico. Attualmente si tratta di un intervento in day hospital molto più semplice di una volta: si chiama TVT (Tension-free Vaginal Tape Procedure). Banalizzando molto per essere chiara consiste nel posizionare una bendarella (si tratta di una piccola rete in materiale biocompatibile e non riassorbibile) di un materiale sintetico a sostegno dell’uretra. La tecnica TVT di ultima generazione non prevede nemmeno di incidere la cute della paziente ma solo una piccola incisione in vagina.
In caso di “incontinenza d’urgenza” consiglio una terapia farmacologia per diminuire l’instabilità del muscolo detrusore.
Domanda
Nella vita di tutti giorni è importante anche la protezione giusta.
Risposta
Ma certo! Utilizzare assorbenti adatti al controllo degli odori e che garantiscono la massima freschezza aiuta le mie pazienti a sentirsi bene, durante qualsiasi terapia. Naturalmente li consiglio anche dopo la guarigione, in caso di perdite di urine occasionali. Proteggersi adeguatamente contribuisce fortemente a diminuire il senso di disagio di cui parlavamo all’inizio.
Domanda
Un consiglio da Amica…
Risposta
Ne do almeno 2!
1- Come medico mi occupo di prevenzione: anche per questa tipologia di disturbi è possibile. Il mio consiglio è “ginnastica, ginnastica, ginnastica!” per rendere più elastici i muscoli pelvici. Anche uno stile di vita corretto è un valido aiuto: il soprappeso, per esempio, costituisce una possibile concausa di rilassamento di questi muscoli.
2- Non aspettare che il sintomo arrivi a livelli molto condizionanti: è importante parlarne subito con il ginecologo o con il proprio medico di fiducia in modo tale che si possa affrontare subito nel modo più corretto, soprattutto in vista della menopausa, un momento già complesso della vita biologica di una donna.
Domanda
Ha mai sofferto di incontinenza?
Risposta
No, per adesso, ma dopo la nascita del mio bambino mi potrà accadere: perché il trauma del passaggio del feto nel canale del parto può causare un rilassamento dei tessuti che nella gran parte dei casi si risolve in poco tempo. C’è da dire inoltre che il numero elevato dei parti e il peso neonatale dei propri bambini sono un importante fattore di rischio per l’incontinenza.
Domanda
Grazie di tutto. E auguri per Giacomo.
Risposta
Un caro saluto a tutte le Amiche TENA.
Dott.ssa Valentina Conserva
Valentina.conserva@gmail.com







